Come nasce una storia?

Visto che ormai il ghiaccio è rotto – il primo articolo del primo tentativo di blog è stato scritto e pubblicato, continua a piovere come se fossimo tutti destinati a trasformarci in pesci e io a scrivere qui ci sto prendendo gusto – direi che posso affrontare un argomento serio, uno di quei problemi arcaico-esistenziali che mi ronzano in testa con l’insistenza di una zanzara a luglio.

appunti_biroE cioè.

Come nasce una storia. (Punto di domanda).

Ovvero: come prendono forma le storie nella testa degli altri. Se per esempio arriva in ordine una bella fila di idee, inizio trama e fine, e semplicemente la storia si dipana nella mente e nel computer di chi la scriverà.

Perché con me non funziona mica così, sarebbe troppo bello. Adesso, per esempio, un’idea per una storia ce l’ho, ma non è esattamente un’idea bella precisa, ordinata, sensata. So come inizia e forse so come finisce, e in mezzo il nulla. O meglio, non proprio il nulla, perché qualcosa c’è: immagini, facce, parole assolutamente chiare e totalmente slegate da tutto il resto. Un casino, insomma.

E allora mi chiedo come si fa a mettere ordine, ad annodare queste facce e questi dettagli con il loro inizio e la loro fine, per non lasciarli lì a seccare, che poi va a finire che si sbriciolano.

Perché non è che di storie “compiute”, con un inizio e una fine, ne abbia scritte poi molte, quindi non ho fatto in tempo a capire come funziona, non ho pensato di starci attenta e adesso non lo so. E mi resta questa specie di buco misterioso da riempire.

Però, nell’attesa.

Nell’attesa mica sto ferma (non più, almeno).

Mi segno pezzetti di storia, voci di personaggi che ancora non so chi sono e cosa vogliono, dettagli minuscoli e parentesi di racconti che oggi non so incastrare ma domani chissà.

E intanto nella storia che ho in testa (quella che da un po’ di tempo si ripresenta puntuale a stuzzicare dita e tastiera) ci sono alcuni punti fermi. Una voce, un colore e un disegno indelebile. Che spero prenderanno una forma vera, intrecciata e compiuta – e, nel tempo che ci vorrà, spunteranno nuovi piccoli mostri, mentre continuo a chiedermi come nascono le storie degli altri, alla ricerca di una qualche ispirazione decisiva.

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