Foglie

Un giorno si svegliò che dalla testa le spuntavano foglie.

All’inizio era solo qualche fogliolina, di quelle giovani e chiare, una cosa risolvibile con un cappello. Perché strapparle non si poteva, erano ben ancorate, solo a tirarle facevano male, e a tagliarle ricrescevano, più  belle di prima, più forti di prima. E allora l’unica soluzione era proprio il cappello, almeno all’inizio, quando erano belle ma ancora non troppe.

In casa, con la testa scoperta e verde, si guardava allo specchio, chiedendosi il perché di quel fogliame inaspettato e immaginando possibili soluzioni – diserbanti, parrucche, fughe con conseguente perenne solitudine.

E tra cappelli e pensieri passavano i giorni e le foglie crescevano. In poco tempo erano diventate una bella chioma verde lucida ondeggiante. Viva, in un certo senso – sarà stata la primavera, l’umidità, il sole che entrava dalle finestre o chissà cos’altro, ma le foglie aumentavano e diventavano sempre più belle, fino a nascondere i capelli che ormai erano intrecciati al verde e a guardarli bene stavano diventando verdini pure loro.

Tutta la primavera la passò in casa, si era organizzata per non dover uscire mai e le giornate erano lunghe, silenziose e verdi. Il momento migliore era il tardo pomeriggio, quando il sole si inclinava, evitava con abilità i palazzi intorno e arrivava alla sua finestra: allora si sedeva sul davanzale e con le sue foglie beveva la luce, ed era un po’ come essere felici.

Poi un giorno d’estate capì che non poteva più essere una pianta d’appartamento. La luce fuori era più luminosa, l’aria più morbida. Prima di uscire si guardò allo specchio. La chioma era splendente, impossibile da non notare, nessun cappello l’avrebbe più potuta nascondere. Allora respirò a fondo, si aggiustò una foglia ribelle e uscì.

Dopo mesi passati a evitarlo, il mondo di fuori sembrava una foresta sconosciuta. Ma andava bene così. Si sedette al tavolino di un bar e ordinò un caffè. Le foglie si muovevano leggere nel vento caldo, una donna passò e la guardò forse con curiosità, più probabilmente con invidia. Sorrise. Erano bellissime, quel giorno, le sue foglie.

albero

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4 thoughts on “Foglie

  1. Questa piccola, ma perfetta e compiuta nella sua brevità, favola mi è piaciuta molto. Leggerla ha spostato qualcosa a livello emotivo. Brava.

    Sergio Oricci

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