Racconti Visionari | Due ore quindici minuti quarantadue secondi

tre sedie vuote

Le guarda da ormai un’ora quarantasette minuti diciannove secondi. Venti. Ventuno.

C’è qualcosa che non va. E non è semplicemente quella sedia diversa dalle altre due, anche se è evidente che stride, che non va bene, ma non è quello, non è lì il centro del problema. È leggermente spostato, di poco, di un attimo, ma spostato. Il centro del problema.

Un’ora quarantasette minuti trentotto secondi. Trentanove. Quaranta.

Potrebbero essere le ombre. Prova a cambiare la luce dei riflettori, non sarebbe il suo compito, non potrebbe neanche stare lì, alla postazione luci, ma non fa niente, a quest’ora non c’è nessuno, se sposta un momento il faro centrale non sarà certo la fine del mondo.

Ma non è nemmeno quello. Non è il faro centrale, non è quello laterale giallo, non sono le cinque luci piccole che quando si accendono illuminano le sedie dal basso, e dietro esplodono le ombre sui fondali. Non è il buio totale quando spegne tutto e l’unica cosa che si vede è il nero bluastro del teatro vuoto e muto.

Un’ora cinquantotto minuti dodici secondi. Tredici. Quattordici.

È stato quel passaggio. Ecco, adesso se lo ricorda, quel passaggio che ha visto mentre i due attori erano ancora lì, non aveva iniziato il turno, era presto e poteva restare a guardarli per un po’. È da lì che hanno iniziato a dare forma a quella cosa che non va, che poi non è altro che una smorfia della faccia, una parola non detta, una mano abbandonata e ferma.

Capelli Rossi e Occhiali Grandi. Non sa come si chiamano, nella sua testa sono semplicemente Capelli Rossi e Occhiali Grandi, da sempre, da quando si incrociano al suo arrivo, nel corridoio con il tappeto verde, un sorriso, un cenno della mano. Capelli Rossi e Occhiali Grandi.

Due ore quattro minuti sei secondi. Sette. Otto.

Occhiali Grandi stava sulla sedia a sinistra, quella diversa. Aveva in mano un bastone e un fiore bianco. Quegli occhiali. Toglili, urla sempre il regista, non ti si vede la faccia. Li tengo fino alla prima, risponde tutte le volte, senza non vedo neanche dove finisce il palco. Capelli Rossi ride quando li sente litigare per via degli occhiali.

Oggi Occhiali Grandi stava con quel fiore e quel bastone sulla sedia diversa. Capelli Rossi camminava. Non si capiva se era ancora lo spettacolo, se stavano provando o se invece avevano finito ma non se ne volevano andare. Se improvvisavano, insomma. Capelli Rossi ha guardato Occhiali Grandi e ha messo un piede sulla sedia centrale. Poi l’altro. Poi ci stava in piedi e guardava Occhiali Grandi dall’alto. Occhiali Grandi non faceva niente. A un certo punto Capelli Rossi ha riso. Prima piano, poi sempre più forte. Poi piangeva. Occhiali Grandi allora ha guardato in su ma non ha detto niente. Ha fatto come per alzare la mano, ma subito l’ha riabbassata, come se pesasse troppo, come se ci provasse ma proprio senza riuscirci.

Capelli Rossi intanto aveva smesso di piangere, e anche di ridere. Aveva smesso di fare tutto, era semplicemente in piedi sulla sedia e poi nemmeno quello, poi era di nuovo giù. Guarda Occhiali Grandi, apre la bocca, la richiude e se ne va. Occhiali Grandi lascia cadere per terra il bastone. Il rumore sbatte contro le pareti del teatro. Poi appoggia il fiore sulla sedia. Ma non quella centrale, non quella dove fino a qualche secondo prima stava in piedi Capelli Rossi, lo appoggia sulla terza. Per farlo deve allungare il braccio. Gli occhiali scivolano sul naso, se li tira su.

Poi si alza in piedi. Esce dalle quinte. E in teatro rimane solo il rumore del bastone che ancora rimbalza contro le pareti.

Due ore quindici minuti quarantadue secondi. Quarantatre. Quarantaquattro.


Ecco. Questa è la prima puntata di Racconti Visionari, una collaborazione che a me piace da matti con Federica Lissoni e le sue fotografie.

Federica mi ha scritto, mi ha proposto di raccontare insieme – lei con le immagini, io con le parole – un po’ di storie. Ed eccoci qua, con questo numero #1 che mi piace pensare sarà il primo di un bel po’ di tentativi.

Se avete voglia di curiosare tra le immagini di Federica, qui sotto vi lascio tutti i link del caso…

Federica Lissoni so#photo

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E poi tra un po’ ci si ritrova con la puntata numero due!! #raccontivisionari #1

 

 

 

 

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