C’è un libro che boom

Il gioco del mondo di Cortázar è un libro complicato da leggere, figuriamoci da raccontare. Però quando leggi e senti il boom devi almeno provarci, probabilmente con scarsissimi risultati, ma provarci.

Il gioco del mondo l’ho scoperto per caso, leggendo Raccontare, resistere di Sepúlveda: a chi lo stava intervistando, Sepúlveda dice che quel libro, insieme a Cent’anni di solitudine, era il romanzo che l’aveva convinto a non abbandonare la letteratura. Qualche giorno dopo, per un treno perso, sono finita in libreria, l’ho visto, ho detto “Ehi, ciao, sei tu” e l’ho comprato.

Era ancora inverno.

ilgiocodelmondo

Quando l’ho aperto ho scoperto che ci sono (almeno) due modi di leggerlo – lo spiega Cortázar, all’inizio. In ordine, dal capitolo 1 al capitolo 56, tralasciando tutto quello che viene dopo la pagina “ove tre evidentissimi asterischi equivalgono alla parola Fine. Conseguentemente il lettore potrà prescindere senza rimorsi di coscienza da quel che segue”. Oppure iniziando dal capitolo 73 e seguendo l’ordine indicato dall’autore – alla fine di ogni capitolo c’è il numero di quello da leggere dopo, e già questo assomiglia a una specie di (bellissimo) labirinto.

E adesso, mi sono chiesta – ed era sempre inverno.

Adesso, per prima cosa, proviamo con ordine.

E così, la prima lettura, quella che mentre la attraversavo aveva intorno nebbia e molta pioggia, è andata dal capitolo 1 al capitolo 56 e si è fermata quando ha incontrato i tre asterischi che equivalgono alla parola Fine.

È stata strana, la prima lettura. Faticosa, in alcuni – lunghissimi – passaggi, lasciava intravedere sprazzi di magia, come luci da una porta socchiusa che però, per ora, più di così non si apre. Mi sembrava che ci fosse qualcosa da trovare che però non trovavo e quando sono arrivata ai tre asterischi ero ancora lì, in mezzo a qualcosa che non aveva una forma.

Allora ho pensato che ci voleva del tempo. Ho messo via il libro e ho fatto altro. Per mesi, lasciando passare l’inverno, la primavera e l’estate-che-estate-non-era.

Poi un giorno la mia amica Debora mi ha chiesto “conosci Cortázar?” e mi ha scritto questo:

Quel che molta gente definisce amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, li ho visti. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile. Tu dirai che la scelgono perché-la-amano, io invece credo che avvenga tutto all’aicsevor. Beatrice non la si sceglie, Giulietta non la si sceglie. Tu non scegli la pioggia che t’inzupperà le ossa all’uscita di un concerto.

“È un pezzo de Il gioco del mondo” mi ha detto e doveva essere uno dei pezzi che venivano dopo i tre evidentissimi asterischi, e lì ho capito che la magia che usciva dalla porta socchiusa era nelle pagine che non avevo letto. E così, alla fine di questa estate-che-estate-non-era, ho ripreso in mano il libro, cominciando dal capitolo 73 e seguendo la strada che di volta in volta mi veniva indicata. Avanti e indietro per il libro, mischiando capitoli che conoscevo (che temevo, a volte) a parole nuove, e bellissime, dense, taglienti.

Ed è stato a quel punto che ho sentito il boom. Per le parole, le strade incrociate, le illuminazioni improvvise, ma soprattutto perché ho pensato che ogni cosa, come quella storia lì, si può attraversare in tanti modi. È obiettivamente faticoso, ma scegliere come guardare (e toccare, attraversare) le cose vale quella fatica.

Ecco, arrivata qui mi sono resa conto che della storia non ho detto niente. Neanche un nome, un accenno di trama, niente. Ma forse è meglio così, forse un libro come questo bisogna incontrarlo sapendo il meno possibile di quello che c’è dentro. Buttarsi, e aspettare il boom.

(“Può darsi che esista un altro mondo dentro questo, ma non lo troveremo ricavandone il profilo dal tumulto favoloso dei giorni e delle vite, non lo troveremo né nella atrofia né nell’ipertrofia. Quel mondo non esiste, bisogna crearlo come la fenice” – p. 391).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...