racconti visionari #3

A partire da adesso

Il mappamondo l’ho visto dopo che sono uscito. Avevo appena chiuso la porta e la stavo guardando, come se si potesse fare ancora qualcosa. Avevo tenuto la mano appoggiata sul legno, per un po’. Mi sembrava di chiedere scusa, così. Ma poi ho pensato che non avrei dovuto chiedere scusa, e allora ho tolto la mano dal legno e mi sono girato.

È stato a quel punto che mi sono accorto del mappamondo. Non c’era nessun motivo perché fosse lì, però mi è sembrato giusto. Mi ci sono seduto vicino, per terra. Era tutto come doveva essere, non so se riesci a capire. Loro dall’altra parte della porta e io seduto vicino al mappamondo.

Ho riso, andava tutto bene. Davvero, in quel momento andava tutto bene, c’era il mappamondo e io ero finalmente uscito da quella porta. Senza chiedere scusa. Ho riso. Andava tutto bene.

porta verde-1 copia

Qui

Venivano da così lontano che nemmeno loro si ricordavano da dove erano partiti, o quando. Erano giovani, questo se lo ricordavano. Così giovani che non potevano dire di essere marito e moglie – siamo fratelli, dicevano, e si tenevano per mano.

Avevano camminato, attraversato frontiere su treni lentissimi, chiesto passaggi a carovane di zingari e condiviso cibo e coperte con giostrai dalla barba lunga e meravigliosi denti d’oro.

Poi, a un certo punto, avevano deciso di fermarsi. Si erano guardati – qui, avevano detto.

Avevano scelto una casa piccola, ma sul mare, per avere davanti agli occhi qualcosa che si muovesse sempre. È così strano chiudere una porta, pensavano, e avevano così tanto mondo negli occhi che a volte bisognava aprirla per dargli spazio. E quel mappamondo. Lo guardavano senza capire da dove potevano essere partiti, così tanto tempo fa e così lontano. Inventavano percorsi, con le dita segnavano strade che non esistevano. E sorridevano, davanti a quel mare che continuava a muoversi.

porta alta-ok copia

Tentativo n. 9

– Potremmo andare qui.

– Qui dove?

– Qui, dove inizia questo fiume.

– Non lo vedo.

– Se rimani dietro alla porta vedi solo il legno.

– E il fiume dov’è?

– Lontano da qui. Penso. Vicino alle montagne.

– Come si chiama?

– Non c’è scritto.

– E come ci arriviamo?

– Intanto devi uscire da lì.

– Mh.

– …

– …

– Che rumore è?

– Sto disegnando quel fiume sulla porta.

– Ma non l’hai nemmeno visto.

– Lo sto inventando.

– Dovresti uscire.

– Sto disegnando.

– D’accordo.

– …

– …

– Ci sei ancora?

– Sì. E tu stai ancora disegnando?

– No.

– Adesso devo andare.

– D’accordo.

– Torno domani.

– Con il mappamondo?

– Certo.

– Ok.

– Ok.

porta bosco 2-1


Ecco, questo era #raccontivisionari #3.

Io e Federica ci siamo date due indicazioni – porta e mappamondo – e poi via, scrivere, fotografare. (descritto un po’ più in dettaglio, qui).

Non so cosa sembrerà a voi, ma io sono proprio emozionata, e mi sembra di aver iniziato una cosa bella ma bella. E ditemi se è poco.

Ps. Le altre immagini di Federica le trovate qui:

Federica Lissoni so#photo

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