Storie a pezzi

No, non è come sembra. Non è una cosa brutta, anzi. È proprio che non sapevo come dirlo in un altro modo.

C’entra con le storie e assomiglia a quando ci si mette davanti a un camino, in inverno, che fuori fa proprio brutto e ci si dice “e se raccontassimo una storia? Dai, tu inizi e ne diciamo un pezzettino per uno”. Così. Solo che non c’era il camino, non era inverno e la storia l’abbiamo raccontata a distanza. Su Instagram. Quasi così, insomma.

Ok, vado con ordine.

Questa storia inizia con una foto de @lazappi. Questa qui.

storie-a-pezzi

E subito sotto, @lafenicerinascedase scrive: storie d’amore e di draghi…

@lazappi: raccontamele.

@lafenicerinascedase: @lazappi, si brucia di passione, l’amore scalda il cuore, gli animi si infiammano dal tempo in cui la terra era popolata di draghi ardenti… chiedo aiuto a @linventoredimostri. Ti va di raccontare una storia insieme a me?

Ora, potevo non rispondere all’appello? Naaa. E allora via, che la storia abbia inizio.

@linventoredimostri: quindi è una storia che brucia? Che potrebbe iniziare davanti al mare, su un’isola fredda, con qualcuno che si guarda le mani e pensa. Cosa, pensa?

@lafenicerinascedase: pensa che di tutto e quel freddo e quel ghiaccio che ricopre la terra è stanco. Con le mani vorrebbe scioglierlo ma il suo calore non basta. Ripensa alle storie di draghi ardenti e vorrebbe partire alla ricerca dell’ultimo esemplare…

@linventoredimostri: …e si imbarcò, su una nave da carico diretta a sud, che il vecchio con gli occhi bianchi lo dice sempre, “è là che si nasconde l’ultimo drago, dove la terra sembra finire”.

@lazappi: […incantata sento di draghi ardenti e coloro la mia nave da carico…]

@lafenicerinascedase: …e attraversò la Terra dei Sogni Smarriti, le Lande delle Speranze Dimenticate e le Valli delle Parole Sospese…

@linventoredimostri: …fino a quando si fermò, stanco dal tanto camminare, e si sedette davanti a quel mare, così diverso da quello della sua isola eppure così uguale.

@lafenicerinascedase: Il mare cominciò a raccontargli la sua storia, che è la storia di tutti. E gli svelò il segreto dell’ultimo drago ardente…

@lazappi: […lei si guardava intorno… “quella storia che brucia, quel mare così diverso”… non erano semplici pagine di un libro… era più che altro una voce che raccontava, quasi un sapore che l’aria si portava dietro… lei respirava… pian: inspiro, espiro… questo le avevano insegnato]

@liventoredimostri: …erano parole dense come pietre, che colavano tra le dita mentre le ascoltava. Le mise in tasca. Chiuse gli occhi. Sorrise e ripartì. Con quel segreto. Enorme. Bellissimo.

@lafenicerinascedase: Una nuova vita sarebbe comininciata.

@lazappi: […una sedia a dondolo… nulla più… e quella voce a rincorrerla]


Bello. Non so da fuori, ma davvero, starci dentro è stato proprio bello. Che sembrava davvero di essere sedute vicine, di sera, con il brutto tempo fuori e una storia dove nascondersi.

E adesso? [che vizio, chiederselo sempre]. Adesso boh. Però spero che ricapiti, di raccontare così.

ps: @lazappi, ormai lo sapete, scrive ritagliando, qui. E @lafenicerinascedase scrive qui e fotografa qui.

[anche a riscriverla, sono emozionata in modo imbarazzante. Ma si può?]

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2 thoughts on “Storie a pezzi

  1. Si può. Non sei la sola… è stato bello scrivere insieme questa storia, lontane ma accomunate da un viaggio, di quelli che si cammina con lo stesso passo anche se con occhi diversi, sono stata felice di raccontarla alla mia famiglia (e mia figlia ha detto: ma è già finita?), è bello rileggerla nel tuo blog, un mondo che ho scoperto da poco (grazie a @gioistantingrammi) e che mi piace un sacco, che mi ha fatto incontrare te e @lazappi, con i suoi splendidi ritagli, che su di me hanno l’effetto di un sortilegio, di un incanto.
    Non ci avrei mai creduto se mi avessero detto che mi sarei trovata a vivere un’esperienza simile… ma intanto è stato inevitabile, irresistibile… il richiamo di una storia che voleva essere raccontata, proprio da noi…
    Grazie ancora, è stato un piacere e un onore giocare insieme a voi con la parole.
    A presto, perché magari capiterà ancora di rispondere allo stesso richiamo.
    la effe

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