Un’esplosione di incanto

Sabato sera sono andata a teatro, un teatro che tra l’altro è un posto bellissimo perché prima era una serra e adesso dietro ai vetri c’è un palcoscenico dove si alternano storie e voci e luci e facce (1) e già questo secondo me è un inizio di bellezza.

Al Teatro Serra – così si chiama – mi ci ha portata la mia amica Lucia, che è meravigliosa, e insieme abbiamo visto uno spettacolo che è un’esplosione di incanto. “A parte me” si chiama, di e con Vanessa Korn.

teatroserra

Ora, vorrei dirvi una cosa sola, GUARDATELO, così, tutto maiuscolo – GUARDATELO da vicino, lasciatevi toccare, sedetevi davanti al palco e siate permeabili.

Adesso vi spiego perché.

Sul palcoscenico ci sono dei vasi. Quei vasi da giardino, di plastica marrone, tre appesi con delle corde, gli altri sparsi nello spazio del palco, uno più grande in mezzo alla scena, rovesciato. E poi c’è della terra, e basta, oltre a questo e a pochi altri oggetti che compariranno durante lo spettacolo c’è solo l’attrice, che nel suo vestito bianco sembra un archetipo. Forse, pensandoci bene, lo è.

Questo è il prima. Poi lo spettacolo inizia e lei – Vanessa, splendida nel suo alternare (destabilizzandoci) toni emotivi e storie – ci porta in un mondo che è nello stesso tempo nostro e di qualcun altro, qui e lontano, didattico e intimo. Si parla di donne, di corpi di donne, e forse è per questo che mi sono sentita esplodere dentro qualcosa, perché quando si parla (anche) di te non puoi mica restare indifferente. O forse sì, forse se ti impegni a star lontano puoi, ma mi sembra talmente poco umano non lasciarsi toccare da una cosa così importante.

Ecco, vorrei raccontarvi tantissime cose di quell’ora di spettacolo, ma poi no, non si può, non sarebbe giusto, bisogna esserci davanti e ridere, sorridere, commuoversi, spalancare gli occhi, serrarli subito dopo per la paura e l’indignazione, raccogliere lettere d’amore, aver voglia di cantare quella canzone lì come quando avevi otto anni, pensare “oddio è vero”, immaginare, pensare cento cose insieme, desiderare.

Amiche, ragazze, donne, cercatelo “A parte me”, soprattutto per i momenti in cui sembra leggero e invece proprio lì parla di noi, appoggiandoci una mano dove la pelle è più sottile.

Amici, ragazzi, uomini, guardatelo anche voi, per favore, perché le rivoluzioni si fanno insieme.

Insomma, GUARDATELO TUTTI, tutto maiuscolo.


Ps: sono uscita da lì con l’idea, o meglio il bisogno di farvi un regalo, datemi solo il tempo di organizzarmi…

(1) Il Teatro Serra è a Pontenure (Pc).

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3 thoughts on “Un’esplosione di incanto

  1. Pingback: Un regalo per voi | l'inventore di mostri

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