Quei libri che restano addosso

Era tanto che non trovavo un libro così, che dopo qualche pagina è già amore ma soprattutto che quando l’hai finito non l’hai finito davvero, perché anche se non lo stai più leggendo è comunque lì, all’inizio non sai bene dove, poi resti un secondo fermo ad ascoltare e capisci che ce l’hai addosso. Sulla pelle, per la precisione, e quando l’ho capito ho pensato che forse era per quello che si chiama così, Il sale, perché assomiglia a quando vai al mare e la pelle ti tira per la salsedine, non c’è più acqua, è sera, non c’è più neanche il sole ma il sale sulla pelle ti è rimasto comunque e non puoi fare a meno di sentirlo.

Che poi no, ovviamente il nome non nasce da quello, ma potrebbe anche essere. Almeno, secondo me potrebbe.

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Il sale racconta una giornata, dal risveglio alla cena. Una famiglia, un paese nel sud della Francia, il mare. Ricordi e voci – voci soprattutto – che si intrecciano e tu che leggi ci sei davanti, e poi in mezzo, e lì inizia il casino, perché le frasi iniziano ad appiccicarsi alla pelle, anche quando chiudi il libro, quando scendi dal treno perché sei arrivato, quando spegni la luce che è tardi e domani la sveglia suona presto, quando rispondi al telefono e tieni il segno con il dito che il segnalibro chissà che fine ha fatto, quando inizi un altro libro ma Il sale è ancora lì e allora quasi ti viene la tentazione di leccarti un braccio e cercare la salsedine. Per dire.

Le cose si muovono nella pigrizia dell’estate. C’era stato un tempo per i matrimoni. Un tempo per le nascite. Un tempo per le partenze. Ciascuno di loro sembrava aver chinato il capo allo scorrere della vita.

Il sale è materia – c’è scritto anche sulla quarta di copertina ed è verissimo. Si sente il sole che scotta la nuca, la saliva che scende in gola, il freddo del muro nel punto in cui si appoggia la schiena, il profumo dell’aglio, la pioggia che cola sulla fronte.

Che bellezza. Dolorosa, anche, ma che bellezza.

Il passato ha una sua dinamica, una vita propria. I ricordi ne generano altri e da quelle unioni incestuose nascono favole.

Il sale è di Jean Baptiste Del Amo ed è pubblicato dalla Neo Edizioni. I Nei sono dei fighi e pubblicano libri bellissimi.

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