Il libro di tutte le cose

“Il libro di tutte le cose” è stato una specie di specchio. Uno specchio desiderato, in realtà, nel senso che se penso alla voce che vorrei avere, quando scrivo, mi viene in mente quel libro lì. E trovarlo è stato strano, è stato un amore a prima vista, una scommessa fatta a scatola chiusa: l’ho guardato in uno di quei pomeriggi in libreria che partono con “tanto non compro niente” e finiscono alla cassa per una copertina che ti ha chiamato, e quando qualcuno ti chiama non rispondere è maleducazione.

[ che poi dire che mi ha chiamato è impreciso. L’ho guardato e ho pensato che lì dentro avrei potuto sentirmi a casa. E infatti ]

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Guardò fuori dalla finestra per pensare, perché senza una finestra non riusciva a riflettere. O forse era il contrario: bastava una finestra perché automaticamente cominciasse a pensare. Poi scrisse: ‘Da grande diventerò felice’.

Non voglio raccontare troppo, però secondo me se cercate della magia dovreste leggerlo. Se cercate un modo di guardare il mondo in modo un po’ diverso, come fa Thomas, che vede cose che nessun altro vede.

Ecco, il fatto è questo, a me Thomas è stato simpatico da subito. Questa cosa per cui quello che vede lui gli altri non lo notano. Ma non solo. Thomas ha un po’ paura, a volte. Come me, come noi. Eppure.

La signora Van Amesfoort stava per tirare fuori un libro, ma si voltò sorpresa. Guardò Thomas sorridendo e disse: “Perdio, questa sì che è una buona idea. E sai quando si comincia a essere felici? Quando non si ha più paura”.

Ok, non dico più niente. Non scrivo più niente. Anzi, un’ultima cosa: forse io da grande voglio essere Thomas.

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8 thoughts on “Il libro di tutte le cose

  1. Wow! Con queste tue semplici, ma al tempo stesso forti, parole mi hai invogliato a leggere questo libro (che non conoscevo). Sembra quasi… magico, o sbaglio?
    A presto (mi leggerò altri tuoi post),
    Caterina

  2. Un libro per ragazzi anche molto grandi…Un racconto pressochè perfetto. Parlare della paura, della rabbia, della violenza familiare, della felicità dei bambini è difficilissimo. Lo si può fare su un crinale fragilissimo, che se si rompe fa cadere nel moralismo e nel pietismo. Questo libro percorre tutte queste emozioni con un perfetto meccanismo equilibrista. Un gioiellino insomma. Sono contento che tu ne abbia parlato!
    P.S. : questa estate ho trovato l’introvabile “I cani di Gerusalemme”, il librino giallo della Theoria di cui avevi parlato…la perseveranza ha vinto! Alla prossima

    • ciao! ooohh che bello che hai trovato “I cani di Gerusalemme”!! pure quello è un signor libro.. e sì, mi sa che definire questo libro “un perfetto equilibrista” sia il modo migliore per raccontarlo. Alla prossima, Giordano, e grazie per essere passato di nuovo di qua..

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