C’è regalo e regalo

Sottotitolo: perché regalare handmade è una cosa fighissima

Quest’anno a natale si regala handmade. Non handmade nel senso di fatto da me, visto che non saprei da dove cominciare ed è molto probabile che in quel caso sarebbero uscite cose obiettivamente bruttine, ma handmade fatto da chi lo sa fare, da chi ha scommesso sulle proprie mani e sulle proprie idee. L’avevo pensato con bel po’ di anticipo e mi sembrava una cosa carina. Poi l’ho fatto davvero e ho scoperto che non è una cosa carina: è una cosa fighissima.

Me la sono presa con calma. Ho guardato, sbirciato, ma soprattutto sono andata alla ricerca delle somiglianze, perché mi piace da matti quando un regalo arriva e chi lo riceve ci si riconosce. Ecco, queste sono le artigiane che ho scelto (ok ok una non è un’artigiana ma il regalo è artigianale comunque):

  • Faccio e disfo: Rita, tra le altre cose, crea le myselfie, ciondoli che prendono la forma di chi li riceverà, letteralmente. E così a un’amica importante ho regalato se stessa, con il vestito a pois che si è presa quest’estate e che le sta così bene, perché vorrei che si ricordasse sempre chi è, ovunque andrà.
  • Kairòs Lab: qui si lavora soprattutto la ceramica anche se io ho regalato orecchini, perché ho trovato quel rosso scuro che era proprio perfetto. Però avrei preso tutto. Tutto. Insomma, datemi tempo.
  • Pemberley Pond: qui ci si perde nella letteratura, soprattutto in Jane Austen, e io ho preso qualche spilletta speciale: sopra c’è scritto “Read more” ma quello che le rende uniche è che per ogni spilletta comprata Book Aid manderà un libro in Africa. Una di queste spillette era parte del mio Secret Santa, quindi ha viaggiato un po’ alla cieca ma sono stata fortunata perché ho visto che ha trovato casa da chi saprà apprezzarla.
  • Le petit rabbit: Giulia è una graphic designer che tra le altre cose crea quaderni bellissimi. Ne ho presi diversi e due sono finiti a chi ha storie da raccontare e idee da scrivere per nuovi progetti da realizzare. E sì, uno lo tengo per me perché mi piace troppo.
  • Irene Renon: tutti i biglietti e le cartoline che ho scritto e spedito erano disegnati da lei. Qualcuno era natalizio, molti invece no, ma anche chissene. Ah, di Irene mi sono regalata una spilla. Mi è scappato un click su acquista. Succede…
  • Bookbank: sì, Sara è la mia libraia del cuore ma per natale lei e Giovanni hanno preparato delle confezioni stra belle che avevano dentro libri e birra artigianale, o libri e tisane, e le scatole sono ricoperte di pagine di vecchi libri, una roba da lasciarci gli occhi.
  • À la c’Art: Annalisa lavora la carta e crea cose meravigliose ma qui serve un discorso a parte. Perché il regalo che ho fatto fare da lei l’abbiamo pensato insieme. Da zero, ci siamo inventate qualcosa che non c’era. Annalisa è stata meravigliosa: mi ha ascoltata con un’attenzione che non riesco bene neanche a spiegarvi, ha fatto prove, tentativi, ha immaginato dettagli che mi hanno fatta commuovere. Fare questo regalo, con lei, è stato come fare un regalo anche a me stessa. Giuro, provateci.

Ah, non c’è solo natale per fare (e farsi) un regalo handmade. Va benissimo anche un NONcompleanno qualsiasi.

natalehandmade

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