Elenco sommario di due giorni che sembrano cento

Ovvero: Torino, il Salone del Libro e un sacco di vita in mezzo

[ interno, sera, 22 circa. Mentre scrivo, il ragazzino che abita sopra di me suona il piano e mi distraggo perché penso che qualche mese fa schiacciava i tasti manco fossero formiche da sterminare e stasera invece suona davvero ]

Sveglia presto, colazione al bar, partenza, quattro ore due treni e un’attesa per coincidenza presa in tempo per incredibile puntualità del primo treno, un libro letto in quelle quattro ore – Outland rock di Pino Cacucci –, l’arrivo a Torino che è talmente calda e umida che sembra una giungla, Annalisa di à la c’Art che finalmente ci incontriamo di persona e per i primi due minuti ci guardiamo e ridiamo e ci sembra un po’ strano trovarci proprio una di fronte all’altra, birre e arancini e panelle, un b&b bellissimo che si chiama Portmantau e Nicoletta che lo gestisce ed è proprio bella anche lei, un caffè per conoscerci e il temporale e la grandine – un sacco di grandine – e restare chiuse nel b&b perché davvero fuori così mica si può andare, poi la grandine finisce e anche la pioggia e usciamo, Torino raccontata da Annalisa che ci abita e mi fa innamorare di ogni angolo, ancora parole, così tante che a sera tarda prima di salutarci ci diremo che di parole ci siamo tramortite e abbiamo detto tutto e non abbiamo detto niente, una cena bella, Torino di notte, la colazione in una stanza con le finestre enormi e un sacco di luce e i palazzi e i panni stesi, il Salone del libro, la distrazione a ogni colore copertina titolo faccia, i libri comprati per me, i libri comprati per chi si fida delle mie scelte e ancora non sa quali sono, i quaderni e le spille, ritrovarsi dopo mesi e chiacchierare molto, un caffè da sola e un caffè con Irene, “aspetta, noi ci conosciamo?”, le conferme e i tentativi, i libri che si accumulano e alla fine sono tanti e bisogna tenerli con due braccia, di nuovo il treno, messaggi mentre parte, addormentarsi nell’aria condizionata, svegliarsi quasi subito e iniziare una delle nuove storie, avvicinarsi a casa, ripensare a tutto, fare confusione, sospirare, dissolvenza, titoli di coda, fine.

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***

Ah, cos’ho comprato (a parte i due libri per la mia amica omonima che mi ha detto “prendimi quello che vuoi, io mi fido”, ma non scrivo quali altrimenti rovino la sorpresa):

– due spille di emmedi.design, che hanno inventato un abecedario bellissimo

– due quaderni di Platò

– “Elementare, cowboy”, di CasaSirio, che sono stati la mia scoperta bella dell’anno scorso

“Appunti di Geofantastica”, di Gianluca Caporaso con le illustrazioni di Sergio Olivotti ma soprattutto con il disegno che c’è in seconda pagina che ho solo io (pappappero)

– “Consigli di volo per bipedi pesanti” di Alessandra Racca, Neo Edizioni

– “Chiudi gli occhi e guarda”, di Nicola Pezzoli, Neo Edizioni

– “So che ci sei”, di Yael Frankel, Valentina Edizioni

– “L’estate del cane bambino”, di Mario Pistacchio e Laura Toffanello, 66thand2nd

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8 thoughts on “Elenco sommario di due giorni che sembrano cento

  1. Oddio, che voglia di tornare a Torino. Ogni tanto io e René ci andiamo, è la sua città e leggere le tue parole mi ha messo addosso una smania immensa di partire ORA.
    A parte che ci volevo venire anch’io, al Salone del libro.

    Ti bacio!

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