Vai bene così (e tanti auguri a me)

Questo post è un auto regalo di compleanno ma vorrei – lo vorrei tantissimo – che fosse un regalo anche per altri e soprattutto per altre. Mi rendo conto che è un’affermazione un po’ egocentrica e pretenziosa ma sto invecchiando, mi aumentano gli anni e mi diminuiscono i “forse non dovrei”, quindi portate pazienza.

È un auto regalo perché è da tanto che avevo voglia di scrivere qualcosa che suonasse come un “vai bene così”. Il “vai bene così” non cancella i difetti, non cancella le imperfezioni, non nasconde i tentennamenti e le paure, ma in un certo senso li guarda negli occhi e dice “ok, ci siete anche voi. E va bene così”.

Il corpo. Cose che ci sono e che va bene così

L’unica cosa che mi è sempre piaciuta – ma sempre sempre, da quando ne ho memoria – è essere bassa. Mi piace stare quaggiù, a parte i problemi logistici tipo quando sei al supermercato e vuoi quella confezione sull’ultimo scaffale e non c’è nessuno nei dintorni alto abbastanza da aiutarti, ma per il resto ci sono sempre stata bene.

Poi però ci sono state, e a volte ci sono ancora, cose che mi hanno fatta sentire a disagio, che ho fatto fatica ad accettare, che mi facevano sentire strana. Ma ero io. Quelle cose, ero io. Anzi, quelle cose sono io.

I miei denti grandi, sono io. E se fossi il lupo di Cappuccetto Rosso direi “per sorridere meglio, bambina mia”.

Le mie orecchie con le punte un po’ sporgenti, sono io, e sono mio padre – che l’ho notato di recente ma abbiamo le stesse orecchie, uguali uguali, e allora non sono più orecchie ma sono una storia.

I miei piedi squadrati, che non entrano – e non sono mai entrati – in scarpe eleganti, sono io. E sono mia madre, che mi racconta sempre che la prima cosa che le hanno detto di me è “ha i tuoi piedi” e forse non era un complimento ma invece lo è.

Sono io le cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono – le dita delle mani che si piegano all’indietro, le braccia storte che ogni volta “ma te le sei rotte?” (NO!), ma anche la erre un po’ arrotata, le caviglie sottilissime, l’alluce valgo, gli occhi verdi che non ho capito da dove vengono, le lentiggini d’estate, quella carne che da ragazzina non volevo e adesso invece sì.

Ed è mia, ormai indiscutibilmente mia, la prima ruga sul collo. Lo taglia a metà, è bella spessa. Quando l’ho vista la prima volta, l’ho odiata. Oggi la guardo e non la odio più. Forse non siamo diventate proprio amiche, non ancora, ma mi dico “vai bene così”.

Tutto il resto e le cose lasciate

Poi c’è tutto il resto. Un tutto che invecchiando si fa più leggero ed è una meraviglia e mi fa rispondere a chi mi dice “ah, se si potesse tornare indietro” una cosa del tipo “ma tu sei fuori”.

Le cose lasciate non sono lasciate del tutto ma ci sto lavorando.

Sto imparando a lasciare la paura di non essere abbastanza, che poi abbastanza per cosa, per chi. Sto lasciando i “non si può” che mi sono sempre detta e la maggior parte delle volte non era vero che non si poteva. Il voler essere pronta prima di iniziare qualcosa di nuovo, che infatti non iniziava mai. La paura che blocca, mentre mi tengo stretta la paura che fa reagire. Il silenzio quando ho voglia di cantare, anche se stono. Le parole obbligate quando ho voglia di silenzio.

A volte ci riesco, a volte no, ma più il tempo passa e più mi sembra che vada meglio.

Più il tempo passa e più mi assomiglio.

Tanti auguri a me.

va bene così

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12 thoughts on “Vai bene così (e tanti auguri a me)

  1. Me lo prendo questo regalo. Perché sono cose che penso e sento e tu le scrivi benissimo. Ci sono arrivata anch’io e mi sento molto più libera. Vicino ai quaranta sento ancora più forte quel senso di appartenenza verso me stessa, quel riconoscermi nei miei pregi e difetti, in quello che ho fatto e in quello che ancora devo fare, nelle incompiute che resteranno tali e in quello che riuscirò a portare a termine.
    Un abbraccio grande grande, amica.
    Francesca

  2. Le dita che si girano indietro!! Yeah!! Ce le ho anch’io! E rispondiamo in coro a chi ci chiede se ce le siamo rotte….NOOO!! (scuotendo rapidamente la testa, che fa molto guru anche se non abbiamo il caschetto a scodella).
    Quindi tanti auguri a te che sei uno spettacolo così come sei!! (L’ho sempre pensato e adesso un pochino di più). Kiss 💖

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