#lascatoladellemeraviglie, un’idea bella

lascatoladellemeraviglieOggi, grazie a Francesca @verderame91, inizio una rubrica che è da un po’ che volevo iniziare. La rubrica la chiamo “cose che mi piacciono” e questo progetto di Francesca ci finisce dentro proprio bene.

[ intermezzo n. 1: “rubrica” è una parola che mi fa un po’ ridere, ma ormai la teniamo, che cancellarla mi spiace e poi ha quel sapore vintage ]

Francesca l’ho conosciuta su Instagram, è lì che si chiama @verderame91, andate a dare un’occhiata alle sue foto, sono belle belle. Ma oggi non vi racconto le sue foto, oggi vi racconto di un’idea che ha avuto e che mi è piaciuta proprio tanto. L’idea la trovate anche sul suo blog, a questo link, ed è una specie di esperimento di bellezza. Dice così: facciamo finta di avere una scatola delle meraviglie, un posto dove mettere un momento speciale, un ricordo, un profumo, un quello-che-vogliamo, l’importante è che sia qualcosa di bello, che non vogliamo perdere e che quindi salviamo scrivendo.

Non servono grandi cose, secondo me. Serve saper guardare.

[ intermezzo n. 2: sarebbe bello farla anche vera, questa scatola. Piccola, mica deve occupare chissà quale spazio, ma solida, dove infilare le nostre meraviglie, per ripescarle ogni tanto, aprire i foglietti, toccare le pieghe della carta, rileggere, magari pensare “ecco, sì”. ]

Comunque, il progetto di Francesca secondo me è una cosa preziosa. Un’occasione. Insomma, io ci sto.

Si gioca su Instagram. E’ facile facile: basta scrivere la propria meraviglia da salvare e ricordarsi di mettere nel testo i tag #lascatoladellemeraviglie e #verderame91. Abbiamo un mesetto, fino al 15 novembre, poi Francesca raccoglierà tutti i nostri ricordi/sogni/profumi/suoni in una super scatola sbrilluccicosa.

Ci state? Eh, ci state?

[ intermezzo n. 3, l’ultimo: vado a pensare alla mia meraviglia da affidare a Francesca, che voglio scegliere bene ]

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Quei libri che restano addosso

Era tanto che non trovavo un libro così, che dopo qualche pagina è già amore ma soprattutto che quando l’hai finito non l’hai finito davvero, perché anche se non lo stai più leggendo è comunque lì, all’inizio non sai bene dove, poi resti un secondo fermo ad ascoltare e capisci che ce l’hai addosso. Sulla pelle, per la precisione, e quando l’ho capito ho pensato che forse era per quello che si chiama così, Il sale, perché assomiglia a quando vai al mare e la pelle ti tira per la salsedine, non c’è più acqua, è sera, non c’è più neanche il sole ma il sale sulla pelle ti è rimasto comunque e non puoi fare a meno di sentirlo.

Che poi no, ovviamente il nome non nasce da quello, ma potrebbe anche essere. Almeno, secondo me potrebbe.

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Il sale racconta una giornata, dal risveglio alla cena. Una famiglia, un paese nel sud della Francia, il mare. Ricordi e voci – voci soprattutto – che si intrecciano e tu che leggi ci sei davanti, e poi in mezzo, e lì inizia il casino, perché le frasi iniziano ad appiccicarsi alla pelle, anche quando chiudi il libro, quando scendi dal treno perché sei arrivato, quando spegni la luce che è tardi e domani la sveglia suona presto, quando rispondi al telefono e tieni il segno con il dito che il segnalibro chissà che fine ha fatto, quando inizi un altro libro ma Il sale è ancora lì e allora quasi ti viene la tentazione di leccarti un braccio e cercare la salsedine. Per dire.

Le cose si muovono nella pigrizia dell’estate. C’era stato un tempo per i matrimoni. Un tempo per le nascite. Un tempo per le partenze. Ciascuno di loro sembrava aver chinato il capo allo scorrere della vita.

Il sale è materia – c’è scritto anche sulla quarta di copertina ed è verissimo. Si sente il sole che scotta la nuca, la saliva che scende in gola, il freddo del muro nel punto in cui si appoggia la schiena, il profumo dell’aglio, la pioggia che cola sulla fronte.

Che bellezza. Dolorosa, anche, ma che bellezza.

Il passato ha una sua dinamica, una vita propria. I ricordi ne generano altri e da quelle unioni incestuose nascono favole.

Il sale è di Jean Baptiste Del Amo ed è pubblicato dalla Neo Edizioni. I Nei sono dei fighi e pubblicano libri bellissimi.

#glinizidisettembre

La prima lampadina l’aveva fatta accendere la mia amica Valeria, che tra le sue 11 cose belle aveva scritto “settembre, quando tutto comincia” e io leggendo avevo pensato che è proprio vero, settembre è un mese di inizi, di luci che non stanno da nessun’altra parte, di sciarpe colorate, tazze di tè, libri che hanno aspettato pazienti tutta l’estate perché non era il momento giusto e adesso invece sì.

Poi c’è stata una seconda lampadina, perché mi ero divertita troppo con 11 cose belle e volevo giocare ancora con voi. E allora ho pensato che potevamo dirli ad alta voce, i nostri inizi di settembre, fotografarli e in un certo senso scambiarceli perché così potevano pure nascere delle idee, si moltiplicavano gli incominci.

#glinizidisettembre

E così è stato. Piano piano, foto dopo foto, da una parola si è formato un racconto, che poi è un racconto di istantanee, magie fermate in uno scatto, e a guardarle tutte insieme uno ci può leggere la storia che più gli somiglia, inventarsela come gli piace, e magari cominciare da metà, da quel quaderno che gli incastra gli occhi, o dalle scarpe che chissà dove vanno, o da quella foglia lì che uguali ce ne saranno mille milioni ma poi uguali no, non è mica vero.

Ecco, mi sono un attimo persa ma il senso è proprio questo qui, che moltiplicare i racconti a me piace da matti.

Quindi grazie a chi ha raccontato con me. Le foto che trovate nel pdf de #glinizidisettembre sono [in ordine sparso] di go_tic, lafenicerinascedase, fiolyb, acasadicindy, gioistantingrammi, elena_green, simo_angel, verderame91, attimidiletizia, shemissedthetrain, iconorrhea, anna_zambelli, eman_loved, maminabijioux, mammadilulu, isognidipenelope, quattrocchi91, martolarem.

SCARICA #GLINIZIDISETTEMBRE…