Elenco sommario di cose che mi girano in testa in questi giorni

La scena di Ogni cosa è illuminata in cui l’Eroe incontra per la prima volta Sammy Davis Junior Junior e si spaventa molto.

Che il mio progetto di storie illustrate con Giö sta crescendo e a giugno ci sarà una cosa fighissima (quindi state pronti che tra qualche settimana vi racconto tutto).

Una canzone bellissima che non so chi la canta né come si intitola, quindi chissà come la ritrovo.

Tutte le cose che voglio fare e i libri che voglio comprare e le persone che voglio abbracciare a Torino, che per il Salone del Libro mi regalo due giorni e ho un programma che cresce a vista d’occhio, forse troppo ma chissene.

L’importanza di muoversi, sempre, e di raccontare, semprissimo.

I primi passi di un’idea importante.

Che quando vuoi vedere una persona a cui tieni, non ci sono scuse che tengano e fai di tutto per vederla. E infatti la vedi, ché ricamare “vorrei ma non posso” è una roba che non mi piace.

Il prossimo tatuaggio.

Il mare di Rimini con le amiche e l’incanto di quell’incontro.

Che la magia ce l’abbiamo in tasca, basta avere il coraggio di usarla.

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Elenco sommario di cose che possono succedere quando vai al BookPride

Che sulla linea ferroviaria che ti porta a Milano, proprio quella mattina devono rimuovere un “residuato bellico della seconda guerra mondiale”. Una bomba, insomma. Con tanto di treni in un crescendo di ritardo ritardissimo super-ritardissimo cancellazione. Bene ma non benissimo, insomma.

Che almeno però il viaggio lo fai leggendo un libro bello e chi ti sta seduto dietro ti sente ridere e secondo me sorrideva pure lui, per osmosi.

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Che vedi la tua metà fotografica e si chiacchiera, si pensa al nuovo racconto visionario, ai prossimi progetti, agli inizi, alle paure che – sempre, mannaggia a loro – stanno con gli inizi, all’entusiasmo che chiappe alle paure e ce la si fa.

Che arrivi in fiera ma hai fatto tardi causa residuato bellico e quindi hai fame, talmente fame che fai un primo giro agli stand ma pensi solo a cosa potresti mangiare fuori di lì quindi esci quasi subito per procacciarti del cibo.

Che quando ritorni, finalmente a pancia piena, ti godi tutto. Copertine, titoli, nomi conosciuti e sconosciuti e sconosciutissimi, illustrazioni che spalanchi gli occhi e la bocca e il cuore, abbracci, desideri, idee, quarte di copertina.

Che il tuo editore di fiducia ti dice “abbiamo tre nuovi libri, ma per te ne va bene uno. Ti fidi?”. E che, non ci vogliamo fidare?

Che decidi di scoprire una casa editrice che proprio non conoscevi, perché hanno copertine coraggiose e per caso hai pescato una storia che ti è sembrata abbastanza folle per farti innamorare subito.

Che il ritorno in treno è peggio dell’andata, in un altro crescendo di ritardo ritardissimo troppa-gente ma fa niente, hai due libri nuovi, chiacchiere in tasca, idee in testa. Pronta per ripartire.

Elenco sommario di cose che ho trovato stamattina

Ovvero: cerco tracce di me per un laboratorio dalla mia libraia del cuore e trovo pezzi di mondo che pensavo non ci fossero più e invece stavano in un angolo piccolissimo della mia pancia. Adesso mi sono caduti negli occhi, un po’ pungono e un po’ no.

Il mare in bianco e nero, il parco dopo la lezione in università, lettere scritte su pagine strappate a vecchie agende, una scatola minuscola che mi è sempre sembrata preziosa ed era di plastica e pure vuota, cartoline di mille anni fa e cartoline che leggo il nome di chi me le ha scritte e non mi ricordo proprio chi è, mio papà che fuma la pipa, un viaggio regalato, un bacio in fronte a occhi chiusi che oggi dov’è finita quella vicinanza, un fotomontaggio bruttissimo che mi ha sempre fatto ridere un sacco, mia mamma che guarda lontano e non si accorge che mio papà la sta fotografando, l’ultimo collare del mio cane e ci infilo il naso sperando di trovare un odore che mi manca da morire, Siena a fine agosto, una festa a sorpresa che poi era un pic nic e i palloncini e i regali, una foto piccolissima di un bacio d’estate dimenticato l’estate dopo, un foglio che doveva essere di una ricetta e invece ci sono due libri consigliati dal mio medico che alla fine quando vado si parla sempre di storie, Barcellona e Parigi e Firenze, quaderni che lasciano scivolare fuori titoli di libri e frasi da non perdere e pensieri un po’ tristi, cene di natale e cene senza nessun motivo, mia nonna con un vestito azzurro che ride e sembra felice, attese, facce che oggi chissà dove sono finite e facce che sono ancora qui nonostante il tempo nonostante la vita, un muro rosso che non mi ricordo dov’era, una biglia di vetro, io piccola d’estate con un libro aperto in testa e poi d’inverno con un cappotto rosso, un mimo bellissimo che si trucca, un fiore giallo.

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Elenco sommario di cose che ho imparato al Salone del Libro

Che lì dentro il mio autocontrollo e la mia capacità di attenzione vanno ai minimi storici (traduzione: il mio cervello non sa gestire in modo adulto e razionale quel parco giochi di storie).

Che ci sono piccoli editori meravigliosi che fanno cose come recuperare testi di autori del passato semi sconosciuti e pubblicarli creando la collana “morti&stramorti”. E regalare cartoline che ti fanno sentire un supereroe.

elencosommario-SalToChe la Neo Edizioni mi piace davvero un casino, fa libri bellissimi (tra un po’ dovrò parlarne per bene, mi sa) e hanno tra gli autori il più folle e geniale inventore di dediche conosciuto finora [“dimmi come ti chiami e tre parole” – “Valeria cravatta onde pizza” – “si può iniziare una dedica con Ciao?” – “la scrivi tu quindi puoi iniziarla come vuoi” – “ah, ok”… “Ciao Valeria, spero che questo libro non finisca come le cravatte regalate a Natale, ma come un surfista sulle onde che mangia una pizza” ]

Che la frase “questo è l’ultimo” detta mentalmente a se stessi mentre si compra un libro è una menzogna detta sapendo di mentire.

Che quando te ne vai è solo perché il tuo conto corrente e la tua cervicale si sono alleati per impedire che tu possa continuare a nuocere a entrambi. E che, nonostante loro ti odino, tu sei felice.

Ps: la collana “morti&stramorti” è di Casa Sirio. Questo è il sito, loro sono belli e io ho proprio l’intenzione di studiarmeli per bene.

Pps: l’inventore di dediche è Alessandro Turati e il libro è “Le 13 cose”.